D.lgs. 231 e Terzo Settore alla luce delle Linee guida ANAC

231 terzo settoreL'ANAC ha emanato le Linee Guida per l'affidamento di servizi a enti del Terzo Settore e Cooperative sociali. Lo Studio Degani propone una breve disamina del provvedimento e di come si inserisce nel contesto normativo vigente.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, ha emanato una determinazione di linee guida per regolare i rapporti dei soggetti del terzo settore con la Pubblica Amministrazione (deliberazione n. 32 del 20 gennaio 2016).

Le amministrazioni saranno tenute ad affidare la gestione dei servizi a quei soggetti che offrono garanzie di moralità professionale individuate a norma dell’art. 38 del Codice dei contratti e hanno, inoltre, la facoltà di richiedere il rispetto dei requisiti minimi di idoneità tecnica ed economica, al fine di avere un buon livello di affidabilità da parte dell’aggiudicatario.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione pone per la prima volta in capo ai soggetti no-profit l’obbligo di adottare le prescrizioni derivanti dal d.lgs. 231/2001 come condizione necessaria per concorrere all’aggiudicazione di appalti da parte della PA.

È infatti necessario che il soggetto del terzo settore, che voglia instaurare dei rapporti con gli enti pubblici, si doti del Modello di Organizzazione di cui al d.lgs.231/2001 e proceda alla nomina di un organismo deputato alla vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza del modello.

Il MOG è un modello di garanzia contro i rischi derivanti dalla gestione dell’ente, volto a prevenire la commissione di determinati reati-presupposto dimostrando l’estraneità dell’ente rispetto alla condotta criminosa. Il modello organizzativo, per essere efficace, dovrà prevedere:

-          Individuazione delle aree a rischio di compimento di reati;

-          Modalità e strumenti idonei ad impedire la commissione di reati;

-          Nomina di organismo di vigilanza con poteri di controllo ed iniziativa;

-          Sistema di trasmissione delle informazioni all’organismo di vigilanza;

-          Strumenti di controllo sull’operato dell’organismo stesso.

L’emanazione di queste linee guida potrebbe determinare una riduzione del numero degli enti partecipanti alle gare, potendo presentare offerte solo quelli già dotati del modello organizzativo richiesto.

In conclusione, se da un lato si pongono in capo ai soggetti no-profit una serie di doveri, dall’altro si permette una più facile relazione tra la PA, che ha la possibilità di interagire con soggetti meglio organizzati, e il terzo settore, che può sviluppare progetti di qualità e di innovazione con chiari vantaggi che si collocano nell’ottica della semplificazione e trasparenza.