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approfondimenti20 maggio 2016

Il contratto di rete tra imprese

Il contratto di rete, introdotto dalla legge n. 33/2009, consente a più imprenditori di collaborare per aumentare capacità innovativa e competitività. Un'analisi delle modalità operative, delle agevolazioni fiscali e delle differenze con l'associazione temporanea di imprese.

di Studio Legale Degani
Il contratto di rete tra imprese

Il contratto di rete è stato introdotto nell'ordinamento italiano mediante la legge n. 33 del 9 aprile 2009. Questa forma di associazionismo imprenditoriale consente a più imprenditori di collaborare per aumentare la loro capacità innovativa e competitività nel mercato.

Contenuto e modalità operative

Secondo la normativa, i partecipanti "si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati" relativi alle loro attività imprenditoriali. Le tre modalità operative principali sono:

  • Collaborazione tra le parti
  • Scambio di informazioni e prestazioni tecnico-commerciali
  • Esercizio congiunto di attività

Fondo patrimoniale e organo comune

I partecipanti possono costituire un fondo patrimoniale e designare un organo comune. Una modifica del 2013 ha introdotto il distacco di personale tra imprese della rete, creando il concetto di "codatorialità" nel diritto italiano.

Agevolazioni fiscali

Dal 2011, le agevolazioni fiscali godono di riconoscimento europeo, permettendo la sospensione d'imposta sui redditi destinati al fondo patrimoniale per gli investimenti previsti nel programma di rete.

Differenze con l'ATI

Il contratto di rete si distingue dall'associazione temporanea di imprese per la sua natura strutturata e continuativa: mentre l'ATI è costituita per uno scopo specifico e temporaneo, la rete ha vocazione stabile e orientata alla crescita condivisa nel lungo periodo.