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articoli8 settembre 2020

Ora gli anziani siano al centro della sanità

La diffusione del Covid-19 nelle RSA ha portato alla ribalta una realtà sempre esistita. È il momento di ripensare il sistema sanitario mettendo gli anziani e i soggetti fragili al centro.

di Avv. Luca Enrico Degani
Ora gli anziani siano al centro della sanità

La diffusione del Covid-19 nelle Residenze Sanitarie Assistenziali ha trasformato un acronimo poco conosciuto — RSA — in una parola associata, nell'immaginario collettivo, alla tragedia e alla solitudine. Eppure questa realtà è sempre esistita: centinaia di migliaia di anziani e persone con disabilità che vivono in strutture collettive, con risorse spesso insufficienti e un sistema di monitoraggio sanitario inadeguato.

La pandemia ha reso visibile ciò che era già presente: la fragilità strutturale del sistema di cura degli anziani in Italia. Non si tratta solo di un problema emergenziale, ma di una sfida sistemica che richiede risposte strutturali e investimenti duraturi.

Cosa serve davvero

  • Screening periodici e analitici per la popolazione anziana e fragile, con protocolli standardizzati;
  • Supervisione medica specialistica continuativa nelle strutture residenziali;
  • Protocolli uniformi di gestione delle infezioni negli ambienti di vita collettiva;
  • Supporto ospedaliero a domicilio e nelle RSA, per evitare che ogni complicazione richieda il ricovero in pronto soccorso;
  • Risorse adeguate per garantire la dignità e il benessere degli ospiti in condizioni ordinarie.

Una questione di priorità politiche

La vera sfida è politica prima che tecnica: occorre che la cura degli anziani entri stabilmente nell'agenda di governo, non solo nei momenti di emergenza. Investire nel sociosanitario non è solo un dovere morale, ma anche una scelta economicamente razionale in un paese con una delle popolazioni più anziane d'Europa.

"Dobbiamo evitare la ricerca del sensazionalismo e affrontare con serietà e metodo i rischi che le persone anziane e fragili corrono ogni giorno, dentro e fuori dalle strutture residenziali".