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articoli17 luglio 2026

Rette RSA e Alzheimer: per la Corte d'Appello la sola diagnosi non basta per la gratuità

La Corte d'Appello di Brescia conferma che la diagnosi di Alzheimer, da sola, non dà diritto alla gratuità della retta in RSA. Il commento dello Studio Legale Degani sulla sentenza.

di Studio Legale Degani
Rette RSA e Alzheimer: per la Corte d'Appello la sola diagnosi non basta per la gratuità

Con una sentenza depositata il 1° luglio 2026, la Corte d'Appello di Brescia è tornata su un tema di grande rilievo per migliaia di famiglie: la ripartizione dei costi del ricovero in RSA dei malati di Alzheimer tra Servizio Sanitario Nazionale e utente.

Il caso

L'erede di una paziente affetta da demenza di Alzheimer, ricoverata in via definitiva presso una Fondazione fino al decesso, aveva chiesto la restituzione di circa 216.000 euro di rette versate, sostenendo che la natura sanitaria della patologia imponesse di porre l'intero costo del ricovero a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

La decisione

I giudici hanno rigettato l'appello, confermando la decisione del Tribunale di Cremona. Secondo la Corte, la gratuità totale del ricovero ricorre solo in presenza di prestazioni sanitarie ad elevata integrazione o in fasi di acuzie clinica; nel caso di specie, trattandosi di una patologia cronico-degenerativa non suscettibile di recupero riabilitativo, le prestazioni erogate rientravano nella "lungoassistenza" per soggetti non autosufficienti, che prevede per legge la compartecipazione dell'utente alla quota sociale della retta.

Il commento dello Studio

Intervenuto sull'importanza della pronuncia, lo Studio Legale Degani ha sottolineato come la sentenza confermi un principio cardine: «il ricovero di un malato di Alzheimer in RSA è compatibile con il regime della compartecipazione quando la degenza abbia natura assistenziale di lungo periodo e non sia accompagnata da un piano di cura personalizzato caratterizzato da trattamenti sanitari intensivi, continuativi e inscindibili rispetto all'assistenza alberghiera e tutelare». La sola diagnosi di Alzheimer, dunque, non è sufficiente a escludere il pagamento della quota sociale: occorre verificare, in concreto, se il ricovero risponda a esigenze terapeutiche prevalenti o a bisogni di accudimento e protezione legati alla perdita di autonomia.

Fonte: Leggi l'articolo completo su Vita.it