Fonte: Il Sole 24 Ore – 25 settembre 2020

Due milioni di mancate presenze nell’anno, 200 milioni di euro in meno di mancati introiti, di cui 80 milioni dal fondo sanitario regionale e 120 dai mancati incassi diretti assistenziali: sono alcuni dei numeri che raccontano la crisi delle Rsa lombarde causati dall’impatto della pandemia, come hanno evidenziato le associazioni di categoria del settore oggi a Milano in una conferenza stampa.
“Se dal Governo e dalla Regione non avremo risposte, finiremo in ginocchio e saremo costretti a scegliere se cessare o limitare le proprie prestazioni con ricadute sugli anziani, le persone con disabilità e le loro famiglie”, dicono i rappresentanti di AGeSpi, Aiop, ACI Welfare Lombardia, Anaste, Anffas Lombardia, Arlea e Uneba Lombardia. “C’è una grave situazione di crisi economica delle strutture socio-sanitarie per le mancate entrate.
E’ in atto un percorso di dialogo con la regione Lombardia e lo Stato, ma con alcune difficoltà che vanno superate”, sottolinea Luca Degani di Uneba (Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale). Lo Stato, sottolinea Degani, “deve rendersi conto che in Lombardia il sistema socio-sanitario è al 90% di privato sociale”.