Avv. Luca Degani – Avv. Raffaele Mozzanica – Dott.ssa Margherita Del Deo

Con Decreto Ministeriale, in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha licenziato le “Le linee guida per la raccolta fondi degli enti del terzo settore, ai sensi dell’articolo 7 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117”.

È opportuno premettere che, allo stato attuale, all’adozione delle Linee guida non corrisponde ancora una regolamentazione certa sotto il profilo fiscale, in ragione della nota mancanza dell’autorizzazione della Commissione europea sulle disposizioni fiscali della Riforma (ai sensi dell’art. 101, comma 10, D. Lgs. 117/2017).

Entrando nel contenuto delle Linee guida, è in primis evidenziato come, grazie alla Riforma, l’attività di raccolta fondi sia ad oggi esercitabile da tutti gli ETS (indicati nell’articolo 4, comma 1 del Codice) comprese le imprese sociali.

Il provvedimento specifica che nel nuovo assetto le risorse raccolte devono essere destinate al fine esclusivo di sostenere finanziariamente le attività di interesse generale, con conseguente esclusione della possibilità di impiegare i fondi così raccolti per finanziare le attività diverse di cui all’articolo 6 del Codice.

Il Ministero ribadisce che per la realizzazione della raccolta fondi l’ETS può impiegare sia risorse proprie che di terzi. Di conseguenza, l’ETS potrà ricorrere al personale interno, o avvalersi di volontari, nel rispetto dell’articolo 17 del Codice, oppure delegare in tutto o in parte a soggetti terzi la realizzazione della racconta fondi anche avvalendosi di figure specializzate nel Fundraising.

In ogni caso, sottolinea il provvedimento in esame, sia nel caso di gestione all’interno dell’organizzazione dell’ETS dell’attività di raccolta fondi, sia nel diverso caso di affidamento a terzi di tutta o di parte di essa, le spese complessivamente sostenute per la realizzazione dell’evento o della campagna devono “tendere ad essere congruamente inferiori ai fondi raccolti, fatte salve cause non prevedibili che compromettono il buon esito dell’attività”.

Per quanto concerne la modalità di svolgimento della raccolta fondi, questa, indipendentemente dall’occasionalità o meno dell’evento, potrà essere effettuata anche “mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore”.

La raccolta fondi pertanto può materialmente avvenire sia attraverso l’erogazione liberale (di denaro o beni in natura), sia mediante il pagamento di un corrispettivo a fronte di una cessione da parte dell’ETS di beni o servizi di modico valore. In relazione al donatore/contribuente (persone fisiche, enti e società), l’articolo 83 del Codice riconosce la detraibilità e deducibilità delle liberalità in danaro o natura disposte a favore degli ETS.

Il Ministero ribadisce che l’ETS è tenuto a rispettare la funzione di strumentalità dell’attività di raccolta fondi rispetto alla realizzazione delle attività statutarie di interesse generale, “anche limitando le spese relative all’organizzazione dell’evento che non potranno essere superiori o prossime ai ricavi della raccolta, salvo che si verifichino fatti che possano compromettere la buona riuscita dell’iniziativa, non individuabili a priori. In tale ultimo caso, l’ente sarà tenuto a indicare nel rendiconto e nella relazione illustrativa le motivazioni per le quali i costi sostenuti per la realizzazione dell’evento sono stati superiori ai ricavi”.

In ragione di ciò, argomenta il Ministero, i fondi raccolti dovranno quindi essere destinati per la maggior parte del loro ammontare a finanziare i progetti e le attività di interesse generale per cui la raccolta fondi è stata attivata: tale vincolo di destinazione, specifica il decreto, dovrà essere rispettato dall’ETS anche qualora la raccolta sia organizzata e continuativa e anche laddove l’ETS decida di avvalersi di terzi nell’organizzazione della raccolta.

Le linee guida esplicitano poi i principi di trasparenza e i criteri di rendicontazione, elementi essenziali ed obbligatori per le raccolte fondi.

In particolare, i principi cardine volti a tutelare i donatori, i destinatari delle donazioni e gli stessi ETS sono individuati dall’articolo 7 del CTS in trasparenza, verità e correttezza, che trovano declinazione nel par. 4 delle Linee Guida.

Viene poi delineato nelle Linee guida, al par. 5, un quadro di massima sulle diverse tecniche attraverso le quali procedere alla raccolta fondi, con sintetica descrizione delle stesse:

  • direct mail
  • telemarketing
  • face to face
  • direct response television (DRTV)
  • organizzazione di raccolte fondi in occasione di eventi sportivi, culturali, ricreativi o di altro genere nonché eventi di piazza.
  • merchandising.
  • collocazione di salvadanai.
  • fondi dalle imprese for profit
  • lasciti testamentari
  • numerazioni solidali
  • forme di raccolta fondi online.

Lo schema di decreto prevede infine, quali documenti allegati, lo schema di rendiconto e la relazione illustrativa, al fine del corretto assolvimento – da parte degli ETS che effettuano attività di raccolta fondi – degli obblighi di rendicontazione, al fine di tutelare la fede pubblica, garantire trasparenza alle attività stesse e consentire agli organi preposti la vigilanza.